Storia

Ogni famiglia ha un segreto,
E il segreto è che non è come le altre famiglie

le furlane

Opendoor slippers

Parlano una lingua internazionale le Furlane veneziane. In questi decenni hanno respirato l’aria cosmopolita della Serenissima, il suo essere punto d’incontro fra Oriente e Occidente, città aperta alle culture del mondo e per questo così ricca di fascino e di magia, di felici incontri, di un andamento che segue il ritmo naturale delle onde.

Oggi le Furlane veneziane sono rintracciabili sempre vicino al Ponte di Rialto, a Piedaterre, negozio-scrigno condotto da Alessandra e Renato, protagonisti in questi anni della loro affermazione internazionale. Sono loro a scegliere i tessuti, ad accostarne i colori, le stoffe, le trame sugli slanci e gli impulsi del momento, o del passato, o del futuro; e sono sempre loro a progettarne l’evoluzione, per farle rimanere al passo con i tempi, espressione della vita che cambia.

Le Furlane vengono da una storia lontana.

Nell’Ottocento, anche nelle campagne friulane e nella vicina Carnia, con le sue montagne selvatiche popolate da magiche presenze, crebbe il sapore freddo della povertà. È in questi paesaggi, e in quell’epoca, che sono nati i scarpez, alias le furlane, simbolo di un’economia della sopravvivenza piena di forza, di resistenza, di dignità. Furono le donne, avvicendate in mille faccende, le protagoniste di queste creazioni. Le costruivano utilizzando materiali riciclati, lavorandole con precisione e cura accanto al focolare, per farle indossare ai bambini e agli adulti della grande famiglia patriarcale, soprattutto nella buona stagione. Una tradizione che è si è consolidata lungo i decenni del Novecento, perfezionandosi nelle tecniche costruttive e nella scelta dei materiali, fino a diventare una calzatura sempre più apprezzata per la sua comodità e per la sensazione di libertà che sa assicurare all’andamento del piede. Ed è a Venezia che le furlane iniziano una nuova storia. Nel primo dopoguerra, infatti, approdarono al Ponte di Rialto, portate da una famiglia di friulani che videro in Venezia, con ogni probabilità, la città più adatta ad ospitarle, la più adeguata per adoperarle. Furono i gondolieri, per primi, ad adottarle per le loro caratteristiche speciali: antisdrucciolo, garantivano una perfetta stabilità, senza rovinare la preziosa verniciatura dell’imbarcazione simbolo della Serenissima. Ed è qui, sul ponte più conosciuto al mondo, che le furlane cominciano a respirare l’aria cosmopolita di Venezia, diventando via via l’icona di una bellezza esclusiva e sostenibile…
Realizzate in modo ecologico, riutilizzando materiali di pregio e con metodi che appartengono alla tradizione con l’introduzione di qualche sostenibile innovazione, le furlane veneziane sono scelte da tanti personaggi che popolano Venezia e altre splendide capitali del mondo. Le si può rintracciare, ad esempio, ai piedi dei direttori d’orchestra che si alternano sul palcoscenico della Fenice e degli amateurs che la frequentano con assiduità, rigorosamente nere; molti sono anche i poeti e gli artisti che le indossano mentre passeggiano e si perdono nella contemplazione nell’intreccio delle calli: le furlane veneziane, di vari colori e trame, li accompagnano facendogli sentire le vibrazioni terracquee; anche diversi capitani d’industria le amano per la loro duttilità ed eleganza; e le si scopre indossate da tanti altri girovaghi, veneziani o turisti, tutti rigorosamente estroversi, che negli occhi hanno i riflessi della libertà. Hanno la bellezza della povertà le furlane veneziane, una bellezza senza trucco, naturale e perciò intramontabile.